"Moduli"

Moduli è il titolo suggestivo di un breve ma intensissimo pamphlet scritto da più autori, fra i quali troviamo Antonio Salvatore, avvocato ferrarese attivo nella nostra associazione come pure nella Società Dante Alighieri di Ferrara e relatore in varie iniziative Unife. L’argomento trattato è di strettissima attualità: le quattro autocertificazioni degli spostamenti dei cittadini italiani che sono state via via introdotte dall'autorità pubblica da quando è iniziata l’emergenza coronavirus. Si tratterebbe del primo caso nella storia dell’editoria italiana in cui lo stesso testo viene pubblicato in contemporanea in edizione sincrona, da due diverse case editrici, specializzate in pubblicazioni di nicchia (SO Editore e Babbomorto Editore), e in un numero molto limitato di copie ciascuno al fine di rendere ancor più di pregio il pamphlet, che diventa in questo modo, come peraltro precisato già nella sua introduzione, una plaquette.

Gli aspetti singolari di questo lavoro collettivo (che oltre al saggio di Antonio Salvatore e alla Premessa di Antonio Castronuovo comprende contributi di Gianni Marizza e Paolo Albani) sono diversi, e tutti di estremo interesse: dall’edizione sincrona al numero limitato di copie (poche decine per ogni casa editrice) al tema trattato (l’autocertificazione, ovvero i “Moduli”), fino alle modalità stesse con cui questo tema viene affrontato dai diversi autori: perché quella che a prima vista appare come un’incombenza amministrativa, un prodotto della burocrazia reiterato e modificato più volte (le quattro versioni dell'autocertificazione), ad una più attenta ed approfondita lettura rivela una serie di aspetti di grande rilevanza, anzitutto sul piano giuridico, che è stato affrontato proprio da Antonio Salvatore con la ricostruzione di tutte le fasi dei diversi d.p.c.m. e dei passaggi giurisprudenziali che, dal primo atto amministrativo, hanno portato via via alla elaborazione dei differenti modelli di autocertificazione, dibattendone la legittimità in particolare nei confronti dell’art.23 della nostra Costituzione che stabilisce che “nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”.

Ma oltre alla rilevanza giuridica, la questione dei “moduli” assume nel libro anche altri aspetti, che vengono approfonditi dagli altri due autori: aspetti anzitutto storici, ricostruiti da Gianni Marizza e che rivelano come il fare e rifare più volte un atto pubblico perché ritenuto insoddisfacente sia in realtà una pratica ben consolidata, partendo dai tempi di Giulio Cesare e fino agli ultimi due conflitti mondiali, con le dichiarazioni prima di Armando Diaz (il Bollettino della vittoria ebbe più stesure successive) e poi l’annuncio dell’armistizio da parte del maresciallo Badoglio l’8 settembre 1943, che fu rivisto anch’esso più volte prima della lettura definitiva alla radio.

Ancora, la “plasticità” di questo genere di documenti, che permette anche “variazioni sul tema”, adattabili alle circostanze come nel caso di Trento o come proposto nell’ultima parte del libro con la riscrittura del “modulo” da parte di Paolo Albani in forma di gioco linguistico. E infine, in appendice, i testi dei quattro moduli autocertificati, come fossero una sorta di reperti a disposizione degli storici quando, nel futuro, provvederanno a scrivere (o riscrivere) l’intera storia del coronavirus che è, purtroppo, la cronaca dei nostri giorni.

Un pamphlet, dunque, molto interessante, che merita di essere letto e valutato nei suoi diversi aspetti e che, proprio per le limitate tirature delle due case editrici, merita a mio avviso anche di avere un proprio spazio nelle biblioteche ferraresi, a disposizione di tutti per la lettura ed a futura memoria di coloro che, in prospettiva storica, vi potranno trovare materiale di grande interesse conoscitivo di questa nostra fase della vita collettiva.  

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