E se a fine aprile l’Olanda avesse una situazione Covid-19 più grave dell’Italia?

L’Olanda (molto più della Germania che ha un’economia integrata col Nord Italia) sta cercando di ostacolare l’accordo sul Fondo di Ricostruzione Europeo proposto da Francia e Italia che ha già posto le premesse per emettere prestiti finanziati da debito comune europeo (così come avverrà per Sure, il fondo di 100 miliardi contro la disoccupazione europea). Si introduce di fatto il principio degli Eurobond. I capi di Stato potrebbero deciderlo già il 23 aprile. Mancano solo 10 giorni ed entro quella data la situazione in alcuni Paesi Europei potrebbe essere molto diversa dall’attuale. I dati che provengono dai singoli Paesi su Covid-19 (fonte John Opkins University) non sono completamente confrontabili in quanto Germania e Usa classificano i morti per Covid-19 (diversamente dagli altri) solo quando non hanno avuto altre patologie pregresse. Ciò spiega perché i tassi di letalità (morti su contagiati) di Germania (2,2%) e Usa (3,9%) siano molto più bassi. Se in Italia fosse usata questa metodologia il tasso di letalità scenderebbe dal 12,7% al 3,5%. I dati sulla maggiore mortalità di marzo 2020 su marzo 2019 nei Comuni più colpiti non sono attendibili in quanto nell’inverno 2019 (molto mite) c’è stata una mortalità inferiore del 10% e molti anziani sono arrivati a marzo in condizioni di grande fragilità (poi colpiti da Covid-19). Un quadro certo lo avremo tra più di un anno quando saranno diffusi i dati dei morti dell’intero 2020 e si potrà capire qual è stato l’effetto aggiuntivo di Covid-19. Un indicatore certo sono i ricoverati in terapia intensiva scesi dal 6 aprile ad oggi da 4.053 a 3.343 (-17%). Se questo calo dovesse procedere allo stesso ritmo nelle prossime due settimane, significa che già il 27 aprile i ricoverati in terapia intensiva scenderebbero attorno alle 2.200 unità, cioè quel 50% dei posti letto che viene ritenuto necessario dagli esperti per avviare la fase 2. Sarà quindi molto interessante seguire questo dato (anche nelle singole province), perché sarebbe opportuna un’apertura differenziata geograficamente.

I dati disponibili indicano che Spagna e Italia sono al 13 aprile i Paesi più colpiti, ma a fine aprile la graduatoria dei Paesi più colpiti potrebbe però essere molto diversa. Mentre infatti l’Italia comincia a declinare in contagi, morti e malati in terapia intensiva, ci sono Paesi che, pur con tassi molto più bassi di contagiati e morti per milione di abitanti, hanno un tasso di crescita (per contagi e morti) nettamente più alto dell’Italia. Il primo grafico sottostante dà un quadro delIa situazione attuale: i Paesi sono posti in ordine decrescente (da sinistra a destra) in base alla gravità della situazione dei morti per milione di abitanti. Spagna e Italia sono oggi nella situazione più critica, ma i contagiati nell’ultima settimana (dal 2 al 9 aprile) di Spagna (+59%) e Italia (+32%) sono cresciuti molto meno di quelli del Regno Unito +150%, Usa +133%, Francia 115, Svezia 96, Olanda 71, Germania 57, Svizzera 38. Se si escludono Svizzera e Germania che crescono più dell’Italia ma partono da valori molto bassi, potrebbe avvenire che a fine aprile alcuni Paesi siano messi peggio dell’Italia. Le mie stime sono molto aleatorie, ma indicano che un forte peggioramento potrebbe esserci in Belgio, Francia, Olanda, Regno Unito, USA, Svezia, Irlanda. Se così fosse, a fine aprile, il “mal comune” potrebbe convincere l’Olanda a sostenere il Fondo di Ricostruzione Europeo.

Il calcolo della figura successiva indica i morti per abitante fatto uguale a 100 il dato dell’Italia a fine aprile e si basa sul trend di crescita dei contagi e dei morti nell’ultima settimana (dal 2 al 9 aprile); stima un calo della crescita nella parte finale del mese di aprile. Molto dipenderà anche dalle capacità dei singoli Paesi di non avere una “emergenza sanitaria”, cioè avere posti letto sufficienti di terapia intensiva (e di cura preventiva territoriale) in grado di far fronte all’”onda” di picco dei malati. Un’emergenza sanitaria che dovrebbe essere stata risolta nei Paesi europei con interventi di posti letto aggiuntivi, ma forse non ancora in USA.


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