La grande mobilità degli Italiani (e non solo). Di Andrea Gandini

L’immigrazione ha messo in sordina un fenomeno di grandi dimensioni che sta avvenendo sotto i nostri occhi e che riguarda noi italiani (ed europei): la nostra crescente mobilità.

Mentre agli immigrati chiediamo di stare a “casa loro”, noi ci muoviamo sempre di più da “casa nostra”.

In Italia nascono sempre meno bambini e se non fosse per l’apporto di residenti da altri Comuni e Paesi saremmo nei guai. A Ferrara Comune, per fare un esempio, i nati sono stati negli ultimi 5 anni in media 827 all’anno, i morti 1.820: perdiamo quindi circa mille ferraresi all’anno, ma per fortuna altrettanti ne arrivano.

283 sono infatti i nuovi residenti che arrivano dal saldo tra Comuni (tra chi viene e chi va in altri Comuni) e 643 dal saldo estero (tra chi viene dall’estero e chi ci va).

Nel complesso arrivano così ogni anno da fuori Ferrara circa mille persone che bilanciano il saldo nati-morti e che mantengono aperti negozi, imprese, case, affitti, scuole e più viva una città che altrimenti sprofonderebbe sotto il peso del suo calo demografico interno.

In sostanza ogni 5 anni arrivano 21mila nuovi abitanti (compresi i neonati) e se ne vanno altrettanti, pari ad un ricambio della popolazione del 16% ogni 5 anni: una mobilità senza precedenti nella storia.

Dati che mostrano una città molto più attrattiva e dinamica di quanto gli stessi ferraresi pensano: nel solo 2017 sono arrivati oltre 4mila nuovi residenti: 2.864 da altri Comuni e 1.360 dall’estero. Questo fenomeno (che non c’entra nulla con gli immigrati) crea un certo disagio in alcune fasce di popolazione abituate ad una certa “stabilità”, ma è un fenomeno universale oggi nel mondo. Se non vogliamo solo abitare nell’indifferenza degli altri (e incattiviti nella solitudine), dovremo comprendere che l’identità del futuro si baserà sempre più con il coabitare con gli “altri” e che siamo (noi e gli altri) molto più “simili” di quanto crediamo.

Milano è la città più attrattiva in Italia: attrae in media 4.500 persone da altri Comuni e 10mila dall’estero, per cui nonostante perda nel saldo nati-morti oltre 2mila persone all’anno, cresce in media di 12mila abitanti e dal 2012 i suoi residenti sono cresciuti di circa il 10%. Anche Bologna cresce, mentre perdono residenti tutti i comuni lontani dalle città, ma anche molte città del Sud. Per esempio Messina ha perso dal 2012 il 3,5% dei suoi abitanti: sono pochi coloro che vi si trasferiscono dal resto d’Italia, meno ancora dall’estero, e nonostante il numero dei nati sia piuttosto elevato (più di Ferrara) esso non basta a compensare né i morti né, soprattutto, coloro che emigrano verso altri comuni.

 

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