Brevi note sulla Cooperazione in Emilia-Romagna

La giornata internazionale delle Cooperative è stata istituita nel 1992 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e si celebra il primo sabato di luglio di ogni anno. Per il 2019 il tema scelto è stato “Coops4decentwork”Le Cooperative per un Lavoro Dignitoso che è peraltro in linea con l’obiettivo n.8 dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e che si propone di “incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti”.

Alla giornata di celebrazioni hanno partecipato cooperative di tutto il mondo, in Emilia-Romagna Legacoop Estense ha organizzato in particolare alcuni eventi a Modena e Ferrara coinvolgendo, fra gli altri, Ndileka Mandela, nipote di Nelson Mandela.

A Bologna si è tenuta la quarta conferenza regionale della cooperazione, che ha fotografato il comparto in Emilia-Romagna, caratterizzato da numeri molto importanti: quasi 5.000 imprese che occupano 243 mila lavoratori (il 14% del totale in regione) di cui 27.400 sono nuovi posti di lavoro creati negli ultimi dieci anni, con un valore aggiunto complessivo stimato in 14,2 miliardi di euro (9,8% del Pil regionale). Metà delle cooperative hanno mostrato di essere “resilienti”, e cioè hanno aumentato fatturato ed occupazione negli ultimi cinque anni; l’occupazione è aumentata in questa tipologia di imprese dell’1,5% rispetto all’anno precedente, principalmente nei settori agricoltura, sociale e ristorazione, con un tasso di crescita che è stato notevolmente superiore a quello registrato dalle altre imprese in regione. Sono 17 le cooperative classificate come “startup innovative”, mentre oltre cento sono quelle nate da workers buyout, cioè dall’iniziativa di dipendenti di imprese in difficoltà che hanno salvato i loro posti di lavoro creando cooperative che hanno rilevato le imprese, salvando in questo modo quasi 1.600 posti di lavoro in regione.

Sostenibilità, innovazione tecnologica, capacità di rispondere in positivo ai mutamenti economici, coinvolgimento e partecipazione dei lavoratori, salvataggio di imprese in difficoltà sono solo alcuni degli elementi positivi del modello cooperativo che contribuisce in modo non marginale allo sviluppo economico e sociale dell’Emilia-Romagna che, ricordiamolo, secondo i dati dell’Unione Europea è fra le prime 5 regioni italiane per Pil pro-capite e quattordicesima in Europa per capacità di acquisto delle famiglie. Risultati resi possibili anche grazie al contributo della cooperazione.

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