Il contrasto alla povertà deve fare parte di un progetto di lungo periodo e non essere uno sterile oggetto di lotta per il consenso. Di Sergio Foschi

Negli ultimi anni sono venuti alla ribalta nel nostro Paese alcuni temi precedentemente ignorati o sotto traccia che si sono dimostrati subito divisivi quali la Sicurezza, l’Immigrazione e … soprattutto il contrasto alla Povertà, tutti argomenti utilizzati più come elemento di scontro che come occasione per fare verifiche condivise ... con la conseguenza di creare uno stato di esasperazione che nuoce alla presa di decisioni caute e sensate.

Sarebbe stato certamente più utile per il tema del contrasto alla povertà verificare i risultati ottenuti dal precedente governo con il Reddito di Inclusione e agire di conseguenza ad esempio facendo le opportune correzioni, aumentando il finanziamento, invece con il Reddito di Cittadinanza si preferisce ignorare i risultati e ignorare anche l’esperienza acquisita, quindi si ricomincia da capo.

Non esiste una sola povertà di tipo economico, esiste la povertà per mancanza di salute fisica e mentale, per mancanza di lavoro, per mancanza di cultura, per mancanza di professionalità, per mancanza di una famiglia, per mancanza di un alloggio adeguato, per scelta di abbandono, per depressione, per dipendenza dalla droga, per incapacità a proporsi, per solitudine, per mancanza di futuro, per paura del prossimo anche se abbienti e così via, tutte situazioni che non si risolvono solo con i soldi.

Per la preparazione di questo numero dell’AEF ho avuto l’occasione di conoscere persone impegnate a vario livello sul tema della povertà a partire dagli operatori dell’ASP, dai volontari di Agire Sociale, dagli operatori dei patronati del sindacato ricavando una eccellente impressione circa le competenze e l’impegno … e mi sono fatto l’opinione che le risorse, poche o tante che siano, devono essere indirizzate verso il territorio, dove viene portata avanti l’esperienza , dove ci sono competenze e passione, dove si punta a realizzare quanto stabilito dalla Costituzione, ossia “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la liberta' e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Per contrastare la povertà sono sufficienti pochi ingredienti, dettati dal buon senso e dal rispetto degli altri, oltre a tanta umiltà: Adottare una logica incrementale, quella del miglioramento continuo; rispettare la complessità delle cose senza avere l’arroganza tipica dell’incompetenza; interloquire con i soggetti esperti (competenti non solo dal punto di vista giuridico, ma anche da quello del know how), tre semplici ingredienti che eviterebbero di sprecare questa importante occasione.

<Leggi l’articolo di Sergio Foschi>

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