Medtronic. La multinazionale leader mondiale nel biomedicale durante il Covid-19 raddoppia la produzione a Mirandola e investe 45 milioni di euro per sviluppare progetti innovativi.

Medtronic è un’azienda leader globale nelle tecnologie biomedicali che ha iniziato l’attività nel 1949. La sede legale è in Irlanda (Dublino), ma il gruppo vanta location produttive e commerciali in tutto il mondo, tra cui gli Usa. Occupa circa 90 mila dipendenti al mondo per un fatturato (riferito al 2019) di 30 miliardi di dollari.

Medtronic opera attraverso le seguenti divisioni: gruppo cardiaco e vascolare, terapia minimamente intensiva, gruppo terapie restaurative e diabete. Geograficamente la società classifica le sue operazioni commerciali in tre regioni: gli Stati Uniti, i mercati sviluppati non statunitensi (Giappone, Nuova Zelanda, Corea, Australia, Canada e paesi dell'Europa occidentale) e mercati emergenti (Africa, America Latina, Europa orientale e paesi dell'Asia). Nel 2019 il mercato statunitense ha registrato ricavi per 16.1 milioni di dollari (53% dei ricavi) seguito dai mercati sviluppati non americani con 9.6 milioni di dollari (31,5%) e mercati emergenti con 4.7 milioni di dollari (15,5%).

La multinazionale è quotata alla Borsa di New York e recentemente ha completato un processo di fusione per incorporazione con Covidien, altro colosso internazionale nel settore biomedicale dedito alla produzione di sistemi di terapia per il trattamento di malattie aortiche (come dissezioni, aneurismi e transizioni) nonché malattie vascolari periferiche (PVD) e ischemia critica degli arti.

La strategia industriale del gruppo per crescere si fonda sull’acquisizione dei competitor per integrare la filiera nella produzione di device medicali.

In Italia è presente con 2400 addetti e diverse location: sede commerciale a Milano, e stabilimenti produttivi a Brescia (Invatec), un Centro di Ricerca Clinica internazionale a Roma e con la sede di NGC Medical a Turate (Como) e nel distretto Biomedicale di Mirandola, dove ha di recente acquisito Mallinkrodt Dar - specializzata nella produzione di filtri e circuiti per il trasporto dell’ossigeno, materiali consumabili monouso, impiegati per collegare i pazienti ai ventilatori polmonari, con 42 milioni di euro di ricavi nel 2018 e 378 dipendenti) - e Bellco (specializzata nella fornitura di sistemi per i trattamenti di purificazione del sangue, per pazienti affetti sia da lesioni renali croniche che acute con 141 milioni di euro di ricavi nel 2018 e 460 addetti), creando una nuova divisione industriale all’interno della multinazionale: Renal Care Solutions. L’operazione era iniziata nel 2016.

Il management aziendale nelle location mirandolesi (in particolare su Bellco, fondata da Mario Veronesi, padre del distretto biomedicale di Mirandola, circa quarant’anni fa) ha programmato investimenti per il periodo 2017-2022 per 45 milioni di euro in ricerca e sviluppo con l’obiettivo di realizzare innovativi device salvavita, tra cui sistemi di dialisi peritonale.

In questa direzione è stato costituito (proprio durante la diffusione della pandemia a Febbraio 2020) un team di ricercatori aziendali dedito allo sviluppo del progetto, che al 2020 vede impiegati circa 80 ricercatori, che saliranno a 140 nel 2022. Il processo non è concentrato solo a Mirandola, dove viene sviluppata la tecnologia di base e il prototipo in vista della commercializzazione su scala, ma vede il coinvolgimento anche di personale distribuito tra Usa e Bangalore. 

Durante la diffusione del Covid 19 i due stabilimenti mirandolesi hanno aumentato del 30% la capacità produttiva, soprattutto di ventilatori polmonari ad alte prestazioni, sistemi per dialisi e dispositivi per rianimazione per i pazienti ricoverati nelle terapie intensive degli ospedali di tutto il mondo.

Altro progetto che Medtronic ha avviato durante la pandemia è stata un call to action a favore di aziende terze intenzionate a produrre su concessione della multinazionale dispositivi e apparecchi medicali. E’ stato infatti creato un sistema di open source con il rilascio delle specifiche tecniche, a titolo gratuito, per realizzare il ventilatore salvavita PB560, indicato per uso ospedaliero e domiciliare: in questo modo tutte le aziende al mondo interessate possono produrre il device. A Mirandola sono state 20 le società di piccole dimensioni che hanno colto l’opportunità.

La multinazionale ha avviato forti partenariati con il Tecnopolo di Mirandola e le Università di Bologna e Modena per sviluppare attività di ricerca e trasferimento tecnologico con l’obiettivo strategico di sviluppare la prima Medical Valley italiana specializzata nel life sciences.


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