Emergenza o cambiamento? I “webinar” al tempo del Covid-19

La crisi generata dalla pandemia da coronavirus e le conseguenti misure di lockdown hanno, da un lato, impedito l'organizzazione di iniziative pubbliche in presenza, dall’altro hanno invece incentivato il massiccio uso di piattaforme per videoconferenza (come Zoom, Meet, Teams, Jitsi, ecc.) e talvolta direttamente i social (organizzando dirette su Youtube, Facebook, ecc.), per realizzare quelli che sono stati chiamati webinar, i cosiddetti “seminari online”. Questa modalità tutta tecnologica, che esisteva anche prima del lockdown ma che la pandemia ha enormemente incentivato nell’utilizzo, insieme alla didattica a distanza, è così servita per moltiplicare, specialmente nella fase finale del lockdown e nelle settimane successive, vasti dibattiti pubblici, che in molti casi hanno coinvolto decine di "addetti ai lavori", spesso docenti e ricercatori delle diverse discipline universitarie volta per volta coinvolte, e che in altri casi sono riusciti ad aggregare numeri elevatissimi di partecipanti, come accaduto per esempio con gli eventi online organizzati dell'Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile che si sono svolti durante il periodo in cui si sarebbe dovuto tenere il festival annuale dell'ASviS, rinviato invece, comprensibilmente, al prossimo autunno.

I vantaggi delle videoconferenze, che il più delle volte sono interattive, possono essere enormi in termini di coinvolgimento: basti pensare che, fino a qualche mese fa, chi voleva partecipare ad una conferenza doveva recarsi di persona nel luogo in cui questa si svolgeva, spesso in una città diversa dalla propria, talvolta anche in sedi molto distanti, o in orari non coincidenti con le proprie disponibilità di tempo. Il webinar accorcia le distanze, non fa muovere le persone (l’ambiente qualcosa ci guadagna) e tuttavia consente una interattività molto simile alla partecipazione “in presenza”; il tutto da un personal computer, un tablet, uno smartphone, magari mentre ci si sta recando altrove, o si stanno svolgendo altre attività. Certamente, il vedersi è sempre positivo, è un errore abbandonare le relazioni sociali per abbracciare solo quelle social, come è stato osservato: eppure questa pandemia ci ha insegnato che forse conviene, quando si organizza un evento “in presenza”, prevedere anche la possibilità di seguirla online, o addirittura in differita. Abbiamo così visto il succedersi di una lunga serie di iniziative cui abbiamo potuto collegarci in diretta, e che ora possiamo rivedere “offline”, dopo che si sono svolte. La quantità è impressionante, anche perché si svolge sull’intero territorio nazionale (e naturalmente anche fuori dall’Italia), e non sempre è facile seguire cosa offre la rete, specialmente per gli eventi di nicchia o quelli organizzati localmente.

In queste poche righe mi limiterò perciò a segnalare quelli che, dal mio punto di vista, ritengo essere fra i più interessanti, consapevole peraltro che la quantità di informazioni potenzialmente a disposizione è tale che inevitabilmente qualcosa (molto) sfugge all’attenzione. Iniziando proprio da ASviS, l’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile, che sui temi di Agenda 2030 ha realizzato, come già ho anticipato, una serie di eventi che si possono tuttora vedere, ed ascoltare, in rete; le iniziative più rilevanti sono quelle del ciclo ASviS Live: tre passi verso il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020:

Orientare le scelte, disegnare il futuro

Verso una ripresa trasformativa all’insegna della resilienza e della sostenibilità

Ambiente, salute e società sostenibili: alla scoperta delle connessioni

A queste si aggiunge il webinar Finanza pubblica per lo sviluppo sostenibile nel post-COVID19, in collaborazione col Forum per la Finanza Sostenibile.

Da segnalare anche le numerose iniziative del Forum Diseguaglianze Diversità che sono disponibili in rete.

Ma non è solo il Festival dello Sviluppo Sostenibile che è stato rinviato a settembre, anche il Festival dell’Economia di Trento è stato spostato, e nel frattempo ha anch'esso attivato il Web Festival, con una interessante Video Gallery che si può trovare al link: https://2020.festivaleconomia.eu/media

Fra i cicli di conferenze più rilevanti per contenuti e numero di relatori è, a mio avviso, quello organizzato dalla Consulta dell’Area delle scienze politiche e sociali e denominato DALL’EMERGENZA AL CAMBIAMENTO. Immaginazione e progetto dell’Area delle scienze politiche e sociali. Quasi tutte le videoconferenze sono disponibili in rete e si possono rivedere a questi link:

La Scienza politica: dalla prova dell’emergenza alla sfida delle proposte (a cura dell’Associazione Italiana di Scienza Politica)

Epidemie, istituzioni politiche e Governo dell’emergenza: dinamiche di antico regime e altri disastri

Epidemie, istituzioni politiche e Governo d’emergenza: epidemie endemiche e riassetti istituzionali (entrambe a cura dell’Associazione Italiana di storia delle istituzioni politiche)

Filosofia, Politica e Pandemia (a cura della Società Italiana di Filosofia Politica e della Scuola di Studi Internazionali dell’Università di Trento)

La ricerca sociologica: strumento di riflessività e di ridefinizione di scelte possibili (a cura dell’Associazione Italiana di Sociologia)

Le Scienze della Comunicazione alla sfida del Coronavirus. Immaginare e progettare il futuro (Conferenza di Scienze della Comunicazione). 

Il ciclo ha visto svolgersi anche due videoconferenze sul tema Il pensiero politico alla prova della pandemia (a cura dell’Associazione italiana storici delle dottrine politiche).

Di particolare interesse anche gli eventi online organizzati nei territori, ad esempio quelli dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, le iniziative svolte dalla Fondazione Circolo Rosselli di Firenze e quelle della Fondazione San Carlo di Modena, che da molti anni pubblica in rete le numerose conferenze che organizza, e che proprio di recente ha reso disponibile sul web un nuovo ciclo sul tema “Socialità. Per un nuovo spazio pubblico”.

Su Bologna, segnalerei i tre seminari “Bologna guarda al Futuro” della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, il ciclo Scienza Aperta a cura dell’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna, e il consistente archivio video della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. Sempre su Bologna, infine, i Dialoghi fra le righe, presentazioni di libri organizzate dalla casa editrice il Mulino.

Si tratta di un elenco molto parziale, che potrà anche essere man mano aggiornato. Ma il materiale non manca; non resta quindi che connettersi alla rete, per vedere ed ascoltare con attenzione questi ed altri preziosi contributi, e solo dopo riflettere.

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Pubblicato il
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09.07.2020

09.07.2020
Aggiornato il
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10.07.2020

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