Osservatorio delle organizzazioni

La domanda principale da cui prende spunto la mia proposta nasce da questo scenario.

Nella realtà economica e sociale, le imprese nascono, crescono e si mantengono vive in una continua sfida nell’adattarsi e nel saper anticipare le attese/richieste dell’ambiente in cui operano. Negli ultimi tempi, poi, i cambiamenti sono diventati sempre più rapidi, globali, imprevedibili e richiedono sempre più una grande capacità di trasformazione, non solo di strutture e processi ma soprattutto della visione di chi guida l’organizzazione. Le tecnologie creano sempre più nuove opportunità se associate ad una attività di osservazione dei risultati e ad interventi qualificati nei processi da parte di personale aperto a dinamiche evolutive.

Nel suo ultimo testo “4.0 La nuova rivoluzione industriale” Patrizio Bianchi pone attenzione sull’importanza che va sempre più acquistando, al momento della introduzione di tecnologie di potenziamento e trasformazione delle unità produttive, l’effetto moltiplicativo più che quello puramente sostitutivo comunemente valutato nello sviluppo dell’impresa.

La domanda, quindi, è:

Come coltivare attenzione sui ruoli professionali nelle strategie imprenditoriali e sviluppare cultura organizzativa nelle imprese ?

Il pensiero di poter trovare un modello organizzativo ideale valido per tutti, in qualsiasi luogo e in ogni tempo, si è rilevato un desiderio confortante ma illusorio. La complessità dell’organizzazione è data dal fatto che le sue componenti, di natura diversa (tecnologiche, finanziarie, sociali, amministrative,..), interagiscono tra di loro e con il contesto esterno (nuove leggi, nuovi prodotti sul mercato, ecc.) creando così continuo movimento. Di conseguenza, qualsiasi intervento di sviluppo organizzativo, per essere efficace, non può isolare le variabili interne dell’organizzazione dal contesto nel quale e per il quale esistono. 

"Il problema è che il mondo dello sviluppo umano non è fatto esclusivamente di oggetti solidi. Noi non possiamo "vedere" un’ organizzazione nella sua complessità. Vediamo le persone, l'edificio, l'attrezzatura, i documenti strategici e gli organigrammi, il nome dell'organizzazione sull'edificio ma non possiamo "vedere" l'organizzazione. (Dov’ è esattamente l'organizzazione?) Non possiamo vedere le relazioni tra le persone, e l'evoluzione di tali relazioni. Non possiamo vedere la motivazione o l'insicurezza negli oggetti solidi. Non possiamo vedere la cultura organizzativa, o il potere o la sua mancanza." (Kaplan A., 1999)

La realtà in cui viviamo è un mondo di sistemi, di relazioni e processi in continua interazione e trasformazione. C'è sicuramente una evidenza fattuale dentro e fuori un'organizzazione (persone, strutture, prodotti, risultati economici, ecc.), possiamo definirla realtà tangibile, fatta di elementi osservabili, quantificabili, spesso misurabili. La facilità di rilevazione di questi elementi e dei loro cambiamenti porta spesso a concentrare analisi e valutazioni sulla parte tangibile di una realtà organizzativa, considerata come prioritaria perché valutabile scientificamente. Ma il contesto sociale in cui tutti viviamo e in particolar modo lo sviluppo, costituiscono una realtà complessa, dinamica, di cui è importante cogliere le evidenze, gli elementi visibili e tangibili ma è altrettanto importante saper rileggere le relazioni tra questi elementi: gli asset intangibili (il sistema relazionale, il modello organizzativo, il capitale umano, i valori e la cultura aziendale.)

Su questo fronte già molte iniziative di ricercatori ed istituti di studio hanno avviato attività che centrano l’attenzione sulla correlazione stretta tra sviluppo organizzativo e sviluppo individuale nei processi di rinnovamento strategico. Per citarne alcune si veda il pensiero sistemico di P.Senge, la learning organization, la living company di A.De Geus, ed anche i più recenti sviluppi del lavoro di Otto Scharmer nella sua Teoria U e la ricerca sulle collaborazioni orizzontali di Frederic Laloux.

(la foto è tratta da: www.cittadarte.emilia-romagna.it.ferrara)

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