L’indagine di Confindustria Centro Emilia sull’ impatto economico del Covid 19 sulle imprese associate. Approfondimento sull’applicazione dei protocolli sanitari di sicurezza.

Confindustria Centro Emilia, tramite il proprio osservatorio e il centro studi, ha condotto un’indagine presso le imprese associate con l’obiettivo di valutare l’impatto della pandemia sull’andamento economico delle aziende e le aspettative per il 2020 e l’applicazione dei protocolli di sicurezza.

La rilevazione è stata effettuata per il mese di aprile su un cluster di 792 società che occupano nelle province di Bologna, Ferrara e Modena (al 2019) circa 48 mila addetti diretti per un fatturato aggregato di 17 miliardi di euro.

L’andamento economico (il trend congiunturale di aprile è allineato a quello di marzo 2020) è particolarmente negativo. Il 91% delle aziende intervistate prevede forti perdite di fatturato: una contrazione “stimata” dei ricavi nel 2020 rispetto al 2019 di 9.5 miliardi di euro (-55%).

Per quanto riguarda gli ordinativi poi l’80% delle imprese ha rilevato una riduzione.

Il calo è generalizzato in quasi tutti i comparti, tranne alcune filiere anti cicliche, come la chimica, la farmaceutica, l’energia e la produzione di macchinari.

Il 67% delle imprese ha registrato un ritardo nei pagamenti da parte dei clienti.

Difficoltà anche sul versante finanziario con forti problematiche di liquidità e nell’accesso al credito per ottenere finanziamenti.

Il 50% delle aziende intervistate ha fatto domanda di moratoria alle banche, come previsto dai decreti governativi.

Per la sicurezza dei propri dipendenti la totalità delle aziende interpellate hanno adottato misure di prevenzione anti contagio.

Il 98% ha fornito al proprio personale le mascherine, il 97% gel igienizzanti, l’80% guanti di protezione e il 47% visiere protettive e occhiali.

L’applicazione di queste misure ha ottenuto importanti risultati: ad aprile 2020 sono state 44 le imprese che hanno avuto contagi fra i propri dipendenti (tutti fuori dall’orario di permanenza presso i luoghi di lavoro) per un totale di 84 casi individuali (pari allo 0.17% del totale degli addetti).

A marzo il 75% delle aziende ha utilizzato forme di lavoro agile e smart working; mentre per maggio è stato calcolato che il 42% delle società richiamerà circa il 50% dei dipendenti sul posto di lavoro.

Nel complesso quindi le misure adottate dalle aziende (soprattutto manifatturiere) è stato positivo per contenere la diffusione della pandemia.

Molte società poi hanno adottato delle misure aggiuntive e volontarie, fra le principali: assunzione di personale nuovo esclusivamente dedicato alla sanificazione degli ambienti, misurazione della temperatura corporea ai dipendenti in entrata e in uscita dai luoghi di lavoro, interruzione delle manutenzioni straordinarie degli impianti produttivi (realizzata la manutenzione ordinaria) e interruzione momentanea dell’accesso a personale esterno di ditte appaltatrici per limitare i contatti fra persone.

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