Gli atti persecutori commessi in ambito lavorativo, tra "vuoti di tutela" e prospettive "de iure condendo"

L'ordinamento italiano non è dotato di una fattispecie incriminatrice volta a reprimere gli atti persecutori commessi nel contesto lavorativo.

Si tratta di una grave lacuna, in considerazione della rilevanza sociale del fenomeno, che meriterebbe ben altra attenzione da parte del legislatore.

Nell'articolo, dopo l'analisi dei fenomeni del mobbing, dello straining e dello stalking occupazionale, ci si sofferma, in una prospettiva “de iure condendo”, sulla necessità di introdurre una fattispecie penale “ad hoc”, volta a colmare la suddetta lacuna.

<Leggi l'articolo completo di Antonio Salvatore>

Italian legal system lacks a provision to repress acts of persecution committed in the working environment. This is a serious shortcoming with reference to the social impact of the phenomenon.

After an analysis of the phenomena of mobbing, straining and employment stalking, the author focuses – in a “de iure condendo” perspective - on the need to introduce a provision to fill the above mentioned gap.

(l'immagine è tratta da www.cittadarte.emilia-romagna.it/ferrara)

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