Quale impatto sulle aziende italiane e sui territori a causa del Covid 19? Quali scenari e previsioni per il periodo 2020-2021? Analisi dei settori in contrazione e quelli in espansione.

Cerved, azienda leader internazionale nel settore del rating, ha realizzato a marzo 2020 un’indagine (tramite specifici modelli econometrici e statistici di previsione) per stimare il potenziale impatto sulle imprese italiane, sui settori di attività economica e sui territori causato dal Covid 19. La ricerca è stata effettuata sui bilanci di oltre 700 mila imprese e sono stati elaborati due scenari: uno soft e di base e uno hard e pessimistico.

Nell’ipotesi soft, che prevede un forte shock economico seguito da una rapida ripresa, con pochi fallimenti e la sostanziale tenuta della capacità produttiva e dei redditi delle famiglie (senza ulteriori lockdown, un secondo semestre 2020 verso la normalità e un 2021 in forte recupero); e uno hard, caratterizzato da una recessione più marcata nel 2020 (fallimento di molte imprese, perdita della capacità produttiva e di reddito), seguita nel 2021 da una ripresa lenta, con possibili nuovi lockdown, anche se meno severi, che potrebbero avere conseguenze differenziate sulle attività di business.

A livello numerico secondo gli analisti di Cerved le aziende perderanno (rispetto al 2019), nello scenario base, 220 miliardi di fatturato nel 2020 (-7.4%) e altri 55 nel 2021, mentre nello scenario pessimistico registreranno 470 miliardi di perdita nel 2020 (-17.8%) e 172 nel 2021. 

Nel 2021 è prevista una fase di lieve ripresa dell’economia, che comunque non sarà sufficiente a tornare ai livelli antecedenti la crisi. Questi andamenti determineranno una contrazione del Pil (prodotto interno lordo) tra -8,2% e -12% nel 2020.

L’impatto sui segmenti di attività nel confronto tra 2021 e 2019 vede nello scenario soft il crollo del fatturato dei mezzi di trasporto (-7,6%), della logistica e trasporti (-6,4%) e dei servizi non finanziari (-6%), in contrasto con il +6,1% messo a segno da chimica e farmaceutica (ma anche aziende agricole, largo consumo ed elettronica e informatica chiudono in pari o in leggera crescita, a fronte a un calo di media del 2,9%). Nello scenario hard, la diminuzione di fatturato arriva in media a -4,3, mentre chimica e farmaceutica salgono a +7%.

Tra i settori per cui si prevede per il 2020 il maggior calo di fatturato rispetto al 2019 si trovano, nello scenario soft, attività di proiezione cinematografica (-65%), trasporto aereo di passeggeri (-50,8%), agenzie viaggi, tour operator e alberghi (-43% circa), organizzazione di fiere e convegni (-40%) e ristorazione (-33,8%), a fronte del +35% del commercio online, +16,8% della fabbricazione di respiratori artificiali (crescono a due cifre anche altri strumenti legati alla lotta alla pandemia, dai dispositivi e abiti per la sicurezza ai tessuti tecnici), +10,7% di supermercati e discount, +9,7% della produzione di casse funebri. Dati che nello scenario hard peggiorano ancora, persino del 10-15% per i settori più in crisi, così come migliorano, ma non sempre e non oltre il 5%, per i business che sono cresciuti nella pandemia globale.

Lo studio è scaricabile in formato integrale al seguente link.

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