Tanti contagi raccontati dal cinema

Il momento che stiamo vivendo in Italia con il contagio da Coronavirus, non ha lasciato indifferente la creatività cinematografica. Alcuni registi hanno in mente un progetto riferito all’attuale pandemia.

Francesco Patierno, il regista che nel suo esordio con “Pater familias” ha raccontato la realtà di un piccolo paese napoletano, vuole riproporre sullo schermo il romanzo di Albert Camus ”La peste”. E lo vuole ambientare nella Napoli d’oggi convinto che il romanzo di Camus sia strettamente legato alla realtà che stiamo vivendo. Un romanzo, dichiara, scritto nel 1947, che sembra anticipare il nostro vivere di oggi.

Dal canto suo Gabriele Salvatores, regista di rilievo del cinema contemporaneo, vuole raccontare con “Viaggio in Italia” un Paese in emergenza, tra lavoro e isolamento, paura e creatività. E lo farà, in smart working, attraverso i video di chi vorrà condividere azioni ed emozioni vissute in isolamento o in prima linea. In questo senso sta chiedendo agli italiani, quelli chiusi in casa e quelli costretti a lavorare, di inviargli i video delle loro giornate durante la pandemia.

Un esperimento, in cui coinvolgerà un centinaio di persone, in cui anche altri paesi, e cita la Francia e Gran Bretagna, vorrebbero cimentarsi. A tutti i video che gli perverranno darà continuità narrativa, da vero e proprio docufilm. Un esperimento molto interessante di cui attendiamo di vedere sullo schermo il risultato.

L’attuale momento pandemico ci riporta alla memoria alcuni film che hanno trattato questa drammatica situazione. Intanto “Contagion”, visto alla 68a Mostra del Cinema di Venezia, del regista statunitense Steven Soderbergh ed interpretato, oltre che da Matt Damon e Marion Cotillard, da Gwyneth Paltrow. E’ lei che di ritorno da un viaggio a Hong Kong muore dopo i primi sintomi di un’influenza. Aveva contratto un virus chiamato MEV-1 che colpisce polmoni e sistema nervoso, Un virus che inizia ad espandersi velocemente contagiando il mondo mentre intanto la comunità medica mondiale cerca una cura e si cerca di controllare il panico che si diffonde progressivamente ovunque, come sta avvenendo appunto in questi giorni. Il film, realizzato nel 2011, si sviluppa dipanando vicende private e pubbliche scandite dalla morte.

Più recente, del 2019, è anche “Light of my life” diretto ed interpretato dal premio Oscar Casey Affleck. E’ incentrato sul contagio di un virus che ha decimato, quasi completamente nel mondo, le donne. Al centro della vicenda un padre (Affleck, appunto) che si trova a dover proteggere la sua bambina dagli istinti degli uomini, resi brutali dalla mancanza di donne. 

Del 2017 è “It comes at night” di Trey Edward Shults che racconta di uno strano contagio che costringe una famiglia a vivere senza corrente in un bosco la cui vita cambia in modo più drammatico quando da loro chiede asilo un’altra famiglia. E nascono mancanza di fiducia, paranoie e paura accentuate da colpi di tosse che lasciano presagire il peggio. L’uomo, infatti, non si ferma di fronte a nulla pur di proteggere la sua famiglia.

Sul tema del contagio anche altri film. In “Virus letale”(1995) di Wolfgang Petersen alcuni ricercatori medici americani sono intenti a scoprire e debellare un misterioso virus di provenienza africana trasmesso attraverso le scimmie. Si mobilitano le forze militari che lo nascondevano dagli anni: tra gli interpreti Dustin Hoffman Morgan Freeman.

Anche in un altro film, “28 giorni dopo” (2002 di Danny Boyle), sono le scimmie, in particolare, un gruppo di scimpanzé, a dare vita al contagio essendo stato iniettato in loro un virus simile alla rabbia. Uno dei pochi sopravvissuti si risveglierà in una Londra spettrale poiché le altre persone contagiate sono diventate zombie rabbiose. Una storia dai risvolti terrificanti dove l’uomo civilizzato si conferma come la belva peggiore.

In “Mimic” (1997), uno dei primi film di Guillermo Del Toro, vittime di un virus sono i bambini di New York. Saranno salvati da una entomologa. Ma il virus generato da esperimenti genetici darà vita a mostri ed enormi insetti che infestano le fogne della città divorando gli umani. Un thriller fantascientifico nel cui cast figura anche Giancarlo Giannini.  

Dalla Corea proviene l’horror “Train to Busan” (2016) diretto da Yeon Sang-ho. Anche qui, un virus di origine ignota trasforma le persone in zombie costringendo il governo a mettere in atto una legge marziale. Ma sul tema degli zombie c’è tutta una filmografia che prende origine dal film del 1968 di George A. Romero “La notte dei morti viventi”, che segnò una svolta nel cinema dell’orrore. Così come esiste una vasta filmografia del fenomeno della pestilenza.

Di recente su Mediaset Play sono state trasmesse le prime due (la serie è composta da cinque) stagioni di “The last slip”, adattamento televisivo del romanzo omonimo di William Brinkley. Racconta di un virus che ha sterminato l’80% della popolazione mondiale. L’unica speranza di trovare una cura è nelle mani di Tom Chandler (Eric Dane) e del suo equipaggio che a bordo di una nave della Marina americana sono tra i pochi superstiti della pandemia e con loro c’è anche la biologa Rachel Scott (Rhona Mitra).

Ciò ci fa ricordare una serie cinematografica iniziata nel 2002 con “Resident evil” di Paul W.S.Anderson che consta di quattro film ed è tratto dall’omonimo videogioco di ambientazione horror che è un cult del genere. Nel cast dei film l’attrice ucraina Milla Jovovich che si era rivelata al grande pubblico nel film “Giovanna d’arco” di Luc Besson.

Per rifugiarsi dal virus un film suggerisce di rifugiarsi in Antartide. Si tratta di “Ultimo rifugio: Antartide”(1980) del giapponese Kinji Fukasaku, che racconta come a causa della rottura sulle Alpi di una fialetta di un virus geneticamente modificato, creato in un laboratorio militare, viene provocato  panico e morte in tutto il mondo. I pochi sopravvissuti sono degli scienziati di stanza in Antartide dove il freddo blocca l’infezione e si potrà tentare di ricostruire una nuova civiltà. Una via d’uscita che si spera non avvenga solo nei film.

(l'immagine è tratta da: http://www.cittadarte.emilia-romagna.it/storie/ciak-si-gira-lemiliaromagna-nelle-pellicole-della-storia-del-cinema)

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