Come stava e sta cambiando il nostro capitalismo... speranze

RIPROPONIAMO L'ARTICOLO DI RICCARDO GALLETTI E ANDREA GANDINI PUBBLICATO IL 21 APRILE SCORSO SUL BLOG DI MADRUGADA:

"Nell’introduzione dell’Annuario socio-economico CDS 2020 scritto a gennaio (poi rinviato all’autunno -ne sono testimoni i soci che hanno ricevuto in anteprima il testo-) scrivevamo: “La minaccia climatica, se non affrontata con misure incisive e immediate, produrrà giganteschi drammi e danni (c’è chi dice superiori alle due guerre mondiali del ‘900).

Ogni epoca infatti vede crescere “sfide e opportunità” e sempre dipende da noi esseri umani come affrontarle nella nostra libertà/responsabilità. Il cambiamento si profila di gran lunga maggiore di quanto ci aspettiamo sia nel campo sociale (stili di vita, di consumo, forme di protezione sociale, di istruzione) che economico (modi di produzione, lavoro e ricerca). L’epoca (e il mito) della crescita continua (e inquinante) degli ultimi 150 anni è finito. Una nuova accumulazione sarà possibile (e si delinea) solo nel rispetto della natura e con merci sempre più immateriali.

Aumenta anche nei cittadini la consapevolezza che il vecchio modello di crescita ci porta in un mondo peggiore. Non è tanto la coscienza ecologica che “smuove”, ma la scoperta, per molti versi inaspettata e traumatica, che siamo in presenza da ormai 30 anni di una crescita della disuguaglianza (tra le nazioni e all’interno di ogni nazione) che produce una stagnazione (quando va bene) per pochi ed un impoverimento per tutti gli altri, per cui solo il 10% dei cittadini ne beneficia. E ciò avviene indipendentemente dalla globalizzazione (che pure contribuisce)…ci sono però anche speranze che indicavamo…

Una ricchezza enorme (e già generata) può essere distribuita, un’economia circolare può riconciliarci con la natura, le ore di lavoro per il mercato possono essere ridotte, nuovi diritti e protezioni possono essere immaginate ed estese a tutti (utility di base, istruzione, sanità, transizione ad un primo lavoro). Il tempo liberato può diventare volontariato che affianca servizi pubblici locali. Non è un nuovo mondo perché come scrisse Keynes nel 1933 “il capitalismo non è intelligente, né bello, né giusto, né virtuoso, né si comporta come dovrebbe. In breve non ci piace e stiamo cominciando a disprezzarlo." SEGUE:

<Continua a leggere l'articolo di Riccardo Galletti e Andrea Gandini sul blog di Madrugada>

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