Opportunità per ridurre il lavoro nero

Nel 2017 l’economia non osservata vale circa 211 miliardi di euro, il 12,1% del Pil. L’economia sommersa è stimata in 192 miliardi di euro e le attività illegali a circa 19 miliardi. Le stime per il 2017 indicavano una tendenza alla riduzione dell’economia dopo il picco del 2014 (13,0%). La stima degli occupati coinvolti come​ “unità di lavoro” irregolari nel 2017 è 3,7 milioni, ma significa che (probabilmente) ne sono coinvolti circa 5 milioni (che, in parte, lavorano in regola). Nel 73% dei casi sarebbero dipendenti. Circa 100 miliardi in meno come sotto dichiarazione e 80 miliardi di lavoro irregolare e circa 20-30 miliardi di illegale (droga, prostituzione, contrabbando, affitti in nero,…).

Il lavoro nero o irregolare è in alcuni settori difficile da individuare perché mescolato al lavoro regolare in modo da avere una sotto dichiarazione di Iva e dei redditi. Circa metà del sommerso è di questo tipo. Poi ci sono settori dove il lavoro nero-irregolare è molto elevato e più facile da individuare; in ordine decrescente esso è tra: badanti, colf, agricoltura stagionale, edilizia, commercio, trasporti, ristorazione, alberghi, assistenza sociale (circa 40% del totale). Poi c’è un 10% di lavoro illegale e criminale. Non solo le aziende ma anche le famiglie lo usano. Il danno erariale è stimato in circa 100 miliardi (tra Iva, imposte sul reddito e contributi pensionistici e sanitari; per memoria 470 miliardi sono le entrate dello Stato). In questo momento in cui non si può circolare o acquistare dove si vuole sono in grande difficoltà i lavoratori completamente in nero in quanto se fermati dalla polizia non possono dire che stanno andando a lavorare. Così è anche per gli acquisti in nero, più complicati da fare. Si dovrebbe quindi usare questo periodo di forzata chiusura per avviare forme di controllo in modo che quando si ripartirà sia possibile ridurre in modo drastico il lavoro nero. Per esempio con una sanatoria degli irregolari che, se si autodenunciano, possono usufruire degli aiuti pubblici e con una sanatoria per i datori di lavoro (famiglie e aziende) che potrebbero avere forti sconti fiscali e contributivi se mettono in chiaro il lavoro nero.

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