E se fosse proprio la Germania ad aiutare l’Italia questa volta?

In attesa di un accordo in Europa, come speriamo (io sono ottimista) per un prestito/debito comune a favore dei Paesi europei colpiti da Covid-19, non sottovalutiamo che i “confini nazionali” si sono in questi 20 anni modificati. L’Emilia-Romagna fa pienamente parte del “limes tedesco”, poiché moltissime aziende e servizi (e turismo) sono strettamente integrati all’economia tedesca e coinvolge Trentino A.A., Veneto, Lombardia ed Emilia. A questa parte d’Italia (e non solo) interessa moltissimo come andrà l’economia tedesca nel dopo Covid-19, forse anche di più dei dati dell’Italia. Il Pil tedesco è sceso nel 1° trimestre del 2020 del 2% (e dovrebbe scendere nel 2020 su base annua del -5%), ma nel 2021 le previsioni indicano +5-6%. Inoltre, e questa è la grande novità, lo Stato tedesco immetterà una somma enorme a sostegno della domanda interna nazionale (come chiede l’Europa da 10 anni) che trascinerà nella crescita tutta l’Europa, ma soprattutto le aree limitrofe del “limes tedesco”. La Germania se lo può permettere, avendo risparmiato negli anni passati (era l’accusa che tutti le facevano di avere un disavanzo export-import maggiore di quanto prevedono le regole UE), ed ora può innalzare il suo rapporto Debito/Pil dal 60 al 70% (mentre il nostro crescerà dal 138 al 150%). Usciremo tutti più indebitati, ma questa volta sarà proprio la Germania che darà un aiuto sostanziale alla ripresa dell’Italia. E potrebbe essere che in questo modo non ci si potrà più lamentare della violazione tedesca del saldo export-import. Inoltre si potrà metter mano ad un allineamento delle aliquote fiscali (Olanda fa pagare col 20% di imposta sulle imprese -oltre i 200mila euro di profitto- il 4% in meno dell’Italia). Per stare insieme i “condomini” devono evitare di arrabbiarsi al primo sgarbo del vicino, avere pazienza…perché prima o poi ciascuno fa uno sgarbo all’altro e, se si ha pazienza, prima o poi ne guadagnano tutti nell’andare d’accordo. Le cose tra gli Stati non sono così diverse dalle persone. Nessuno si aspettava il gesto di grande generosità fatto da Merkel 3 anni fa per accogliere un milione di rifugiati siriani, né quello del Presidente albanese Edi Rama “anche se siamo piccoli non ci siano dimenticati di quando 20 anni fa l’Italia ci ha aiutato”. Avere pazienza è una buona regola ed è meglio che andarsene via sbattendo la porta. Quando saremo fuori dall’emergenza (speriamo più buoni) ci dovremo ricordare della Grecia e dei rifugiati: Siria, Libano, Libia…scagli la prima pietra chi è senza peccato…

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