Andamento dell’occupazione nelle prime mille aziende industriali della provincia di Ferrara per il biennio 2017-2018

Andamento dell’occupazione nelle prime mille aziende industriali della provincia di Ferrara per il biennio 2017-2018

di Riccardo Galletti (contatta l’autore: gallricc@gmail.com)

Cds Cultura, attraverso il proprio Osservatorio sulla manifattura della provincia di Ferrara, ha realizzato un approfondimento sull’andamento occupazionale delle prime mille aziende di produzione del contesto territoriale per il biennio 2017-2018.

Tale gruppo rappresenta il 38% del totale delle imprese attive nel comparto industriale ferrarese (2618 al 2018) e, con i suoi 12 mila e 600 addetti diretti, il 34% degli addetti del segmento industriale.

Le risultanze indicano un andamento delle imprese nel complesso positivo, con un trend congiunturale in quel biennio di sostanziale tenuta per produzione, ordinativi e fatturato. La dinamica è stata sostenuta soprattutto dalle esportazioni. Il tutto ha prodotto effetti positivi anche sull’occupazione.

Va ricordato comunque che nel 2019 lo scenario di riferimento è lievemente peggiorato, con un rallentamento generalizzato delle attività e si è avviato verso un consolidamento. 

Per ricostruire la situazione, senza pretesa di esaustività statistico-scientifica, ma con valenza puramente indicativa, è stato effettuato un confronto fra gli occupati rilevati dall’Istat con la sua indagine annuale e gli addetti nelle prime mille imprese industriali della provincia.

Entrambe le fonti a livello aggregato indicano che l’occupazione è risultata in crescita, ma le aziende hanno un tasso e un’intensità lievemente superiore rispetto alla media provinciale: l’Istat indica un’espansione di 286 unità (+0.8%), mentre le imprese hanno accresciuto gli addetti di 462 unità (+3.8%). 

Entrando maggiormente nel dettaglio dei numeri del cluster delle aziende, risulta che 144 (14%) hanno registrato una contrazione della forza lavoro (da un minimo di due persone ad un massimo di cinquanta unità), 657 (66%) hanno mantenuto gli organici stabili, mentre 199 (20%) hanno registrato un incremento degli occupati, da un minimo di due unità ad un massimo di 110 per la più performante.  

Interessante risulta analizzare l’andamento dell’occupazione per classe dimensionale delle società.

Va premesso che la struttura industriale territoriale, come già individuato da diverse analisi, presenta due caratteristiche di fondo e di fatto una forte polarizzazione: da un lato vi è la concentrazione di un ristretto numero di aziende di grandi dimensioni, spesso leader di settore, fortemente internazionalizzate e nella maggioranza dei casi a proprietà esterna alla provincia attive nel settore meccanico e chimico in particolare, dall’altro una rete di imprese (molto spesso della sub fornitura tecnica di lavorazioni dei grandi gruppi delle imprese della provincia di Modena e Bologna del packaging e dell’automotive), molto frammentata con un’ampia presenza di aziende di piccole dimensioni, poco strutturate e scarsamente internazionalizzate.

Nel biennio 2017-2018 la micro-impresa ha visto un sostanziale consolidamento, con 484 imprese che hanno mantenuto stabili gli organici, 74 sono state in calo e 71 in crescita.

La piccola impresa (classe di addetti 10-49) ha invece registrato buone performances, con 106 aziende che hanno registrato incrementi dell’occupazione.

Buone anche le prestazioni delle media e grandi aziende, in cui rispettivamente 18 e quattro imprese hanno registrato incrementi degli organici.

Alcuni casi di imprese del territorio

Imprese in crescita occupazionale

L’impresa più performante in provincia è stata Vetroresina, con sede a Masi San Giacomo (Ferrara) e specializzata nella produzione e commercializzazione di laminati in vetroresina, che al 2018 occupava 284 dipendenti ed ha registrato un incremento di 110 unità rispetto al 2017.

La seconda impresa per tasso di crescita è risultata la Sagom Tubi di Cento, specializzata nella produzione e commercializzazione tubi e condotti ad impiego industriale: aveva 197 dipendenti al 2018 in crescita di 46 unità rispetto all’anno precedente.

La terza invece è stata la Lte di Ostellato, specializzata nella produzione di montanti per carrelli elevatori controllata dalla multinazionale Toyota: 453 addetti al 2018 in crescita di 39 unità rispetto all’anno precedente. 

Manifattura Berluti. Il colosso francese specializzato nella produzione di scarpe di lusso è cresciuta di 28 unità: aveva 303 addetti al 2018.

Rexnord Tollok. L’azienda meccanica di proprietà di un gruppo americano al 2018 occupava 123 addetti (+16 unità).

Positivo anche l’andamento di Officine Meccaniche Sirio (228 addetti, +17 unità), Benvic Europe (57 addetti, +14) e Faster, specializzata nella produzione di apparecchi elettromedicali (76 unità, +9 addetti) e Fava Impianti specializzata nella produzione di macchine per pastifici (273 addetti al 2018, +10).

Imprese in calo occupazionale

Berco di Copparo anche nel 2018 rispetto al 2017 ha ridotto gli addetti di una cinquantina di unità, nell’ambito di un processo industriale di riorganizzazione e riposizionamento sul mercato: al 2018 contava 1846 addetti.

Coperion. La multinazionale tedesca dedita alla produzione di macchinari per l’industria chimica, dopo anni di forte espansione ha registrato una lieve contrazione degli occupati: 74 al 2018 (-6 rispetto al 2017).

Orsatti. Azienda alimentare: aveva 23 dipendenti nel 2018, in calo di 14 unità rispetto al 2017.

Nonostante il gap industriale che esiste con le altre province, in primis Bologna e Modena, la nostra Area vasta ha comunque un suo posizionamento ed evidenzia potenzialità da valorizzare, si veda ad esempio l'area Sipro di Corte Centrale ad Ostellato, il petrolchimico di Ferrara e alcune importanti eccellenze.


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