Le sardine: “il Re è nudo”

Quasi tutti conoscono la bella fiaba del danese Andersen “I vestiti nuovi dell’imperatore” del 1837 in cui si parla di un imperatore vanitoso a cui due imbroglioni (che si fingono tessitori) propongono un formidabile tessuto (sottile e leggero) che risulterebbe però invisibile solo agli stolti e indegni. I cortigiani (che sanno bene di essere indegni e di avere qualche “scheletro” nell’armadio) per paura di essere definiti tali, elogiano la bellezza del vestito (è meraviglioso!). E così anche l’imperatore, per timore di essere considerato indegno, lo “indossa” e sfila (nudo) per le vie della città tra cittadini che applaudono e lodano l’eleganza dell’imperatore…tranne un bambino che, vedendo la realtà, dice “ma il re è nudo”. Questa fiaba si attaglia bene al fenomeno delle sardine, che sono scese in piazza per denunciare il clima di odio che è, purtroppo, montato nel Paese e che è molto pericoloso perché sappiamo che se da un lato l’essere umano ha delle enormi potenzialità di fare il Bene, dall’altro ha dimostrato di avere anche enormi capacità di scivolare verso il Male e che la discesa verso la “banalità del male” (Hannah Arendt) è molto più rapida di quanto non si creda se non si interviene per tempo. Tutti rimproverano alle sardine di non avere un programma, ma sarebbe come rimproverare al bambino della favola di non avere un programma per il regno. Il bambino dice ciò che vede, starà ad altri proporre. Purtroppo oggi la politica si è trasformata in gran parte in “propaganda” (inventata negli anni ’20-30 dai regimi autoritari) e siamo tutti coscienti che una sana democrazia è qualcosa che va al di là della mera maggioranza dei voti (specie se risicata). Per evitare di dividere sempre più la popolazione in posizioni polari, si possono creare forme nuove di democrazia (forum) per unire le persone nella ricerca di giustizia e di soluzione dei problemi condivisa, in modo da organizzare in modo nuovo una vita sociale più responsabile, fraterna e anche più libera. Un esempio è stata l’assemblea dei cittadini in Irlanda nel 2016 per discutere la nuova legislazione sull’aborto. Sono stati scelti a caso un gruppo di cittadini e poi inseriti 100 persone in rappresentanza dell’intera popolazione. Hanno ricevuto informazioni sul tema, discusso per 5 week end per formulare raccomandazioni al parlamento che sono state poi utilizzate per formulare il referendum sulla nuova legge sull’aborto. L’esperimento ha dimostrato che in presenza di posizioni radicalmente diverse, se ci sono dei facilitatori, con questo metodo si trovano spesso buone soluzioni e che solo una manciata di persone cercava di creare muri o divisioni, mentre la grandissima maggioranza voleva trovare un accordo.

Oggi la politica manca di queste modalità e si priva dell’apporto delle moltissime associazioni non profit ma anche di esperti che potrebbero contribuire a trovare buone soluzioni e a ri-creare un’atmosfera di dialogo costruttivo in un Paese altrimenti destinato al declino, al di là di chi governerà nei prossimi anni perché i problemi veri (e i debiti) non si risolvono con gli slogan e la propaganda.

(l'immagine è relativa alla presentazione dell'Annuario Socio-Economico Ferrarese CDS a Comacchio il 24 ottobre 2019)

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