Carlo Ragazzi: La storia, le esperienze e i programmi per il futuro

Riportiamo l'intervento di Carlo Ragazzi, presidente del Consorzio Uomini di Massenzatica, al convegno Cds-Mfe di Monticelli (Mesola) sulla Cittadinanza Europea, di cui è possibile vedere anche la registrazione VIDEO.

Desidero ringraziare CDS Cultura e il Movimento Federalista Europeo per questa opportunità di incontro e per aver deciso di promuovere la nostra esperienza inserendola in questo progetto finanziato dalla Regione Emilia-Romagna che presenta alcuni casi emblematici sui temi dell’ambiente e dello sviluppo della nostra provincia.

Io sono dell’opinione che la provincia di Ferrara o ha una visione d'insieme e quindi tiene legati la città di Ferrara e il Delta del Po e quindi ci sono opportunità di crescita per tutti oppure facciamo altro. Penso che la città di Ferrara abbia smesso di pensare 20 anni fa; oggi sta gestendo l'ordinario, ma non siamo più in tempi di ordinario.

Quello che vi illustrerò in questo intervento è dovuto anche al lavoro che è stato fatto dalla nostra Comunità e presentato in maniere sintetica ma efficace da Paolo Ceccherelli. Un lavoro di Comunità che è stato possibile grazie anche ai collaboratori interni, Francesca Daniele, Maurizio ed esterni che sono sempre stati collaboratori preziosi e leali.

Il lavoro è stato possibile perché una delle caratteristiche fondamentali dell'Amministrazione del Consorzio Uomini di Massenzatica è essere una leadership collegiale, basata sulla fiducia e sulla responsabilità: noi non siamo gente che racconta “panzane”!

Quello che vedrete lo abbiamo raggiunto con tanto “vento contrario”. L’isomorfismo, che è una caratteristica delle dinamiche sociali, porta a far morire tutte queste esperienze che, inserite in un determinato ambiente, non si allineano al modello imperante. Anche questo è un punto di forza che bisogna riconoscerci; i risultati sono il prodotto del lavoro di una Comunità. La nostra realtà, per quello che facciamo e per come lo facciamo, è risultata vincitrice del Premio Nazionale del Paesaggio che ci è stato consegnato formalmente a marzo del 2019. Non è un concorso a premi; non è un bando dove uno presenta per un finanziamento: è un percorso che è stato messo in moto dal Consiglio di Europa, cioè dai 48 Stati membri, che hanno aderito ad una Convenzione Europea sul Paesaggio per cui ogni stato, al proprio interno, seleziona gli esempi o le pratiche o le tipologie di paesaggio che ritiene meritevole di essere sostenuto.

Noi abbiamo partecipato; la selezione era su 138 progetti dalla Valle d'Aosta alla Sicilia e una commissione tecnica (non politica) di esperti di livello nazionale e internazionale ha ritenuto che quello che facciamo, come lo facciamo e per la realtà che siamo è stato degno di essere tenuto in considerazione. Per inquadrarvi la questione, proprio perché siamo dentro una Convenzione Europea del Paesaggio, il Consiglio d'Europa nel 2017 ha adottato una risoluzione per cui le selezioni nazionali di ogni stato membro individuano il progetto che rappresenta quel paese al premio del Consiglio d'Europa.

Quindi chi ha deciso in Italia era perfettamente consapevole del fatto che chi veniva scelto avrebbe poi rappresentato l'Italia al Consiglio d'Europa. Questo è il quadro in cui ci muoviamo.

La Convenzione Europea del Paesaggio dà una definizione di "Paesaggio": "designa una determinata parte del territorio così come percepita e vissuta dalle popolazione" che significa che al centro c'è l'uomo e prosegue " il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro strette interrelazioni". Questo è un territorio che abbiamo costruito noi, che noi manteniamo quotidianamente, l'abbiamo costruito con il badile e la carriola e quando sentiamo parlare degli scariolanti qui troviamo le tracce storiche delle genti di Massenzatica che, con badile e carriola, andavano a modificare il corso delle acque intorno all'Abbazia di Pomposa.

Quindi gli stati membri con questa Convenzione s'impegnano a salvaguardare l'identità delle Comunità per quel che rappresentano e s'impegnano a "riconoscere giuridicamente il paesaggio come componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni", quindi in questa definizione può essere compreso anche il paesaggio urbano; in questo caso stiamo parlando di una comunità e di un paesaggio "espressione delle diversità e del loro comune patrimonio culturale e naturale fondamento della loro identità". Questo è un approccio fortemente e identitario.

Vi presento alcune cartografie; una è del 1758, quando le genti di Monticelli e Massenzatica avevano il diritto di pascolare e fare legna nei boschi della prepositura Pomposiana. Dagli archivi storici risulta che il pascolo era per 400 capi. Un'altra è una cartina napoleonica che mostra questo territorio nel 1814, abbastanza recente se pensiamo che le prime tracce risalgono all'anno mille. In evidenza l’area del Consorzio.

Poi vi sono foto d'archivio; vi sono le persone che hanno costruito questo territorio.

Come dicevo prima, “paesaggio” significa una stretta interrelazione uomo / ambiente.

Questo è un territorio che, se togliamo l'uomo e l’azione che l’uomo svolge, non resta come è, ma torna in pochi mesi paludoso come era in passato.

Le immagini allegate mostrano alcune delle opere quotidiane che l'uomo deve fare per mantenere il nostro territorio che si trova mediamente 2 metri sotto il livello del mare.

La prima caratteristica di riferimento è che abbiamo una Comunità proprietaria del bene; una proprietà in forma indivisa, si possono trarne benefici individuali ma, di fatto, un solo proprietario non c'è: lo siamo tutti e nessuno. 

Sono 350 ettari situati nel Delta Antico; sono circa 600 famiglie e 1.500 persone; sono terreni sabbiosi coltivabili tutto l'anno ad orticole di pregio.

Il nostro assetto istituzionale è così definito: l'assemblea composta da tutti i capi famiglia che ha compiti prevalentemente elettorali; ogni 4 anni elegge un consiglio di 15 membri; il Consiglio elegge al suo interno la Giunta e il Presidente.

Abbiamo 350 ettari, coltivabili tutto l’anno: una parte viene data in gestione ai piccoli coltivatori diretti della comunità che così allargano la loro maglia poderale.

I criteri di selezione dei coltivatori diretti premiano i più piccoli come proprietà e i più giovani di età, le famiglie più numerose e chi mette a dimora coltivazioni ad elevato impiego di manodopera; questo ci ha consentito di avere i conduttori di azienda con un’età media di 5 anni inferiore rispetto al dato nazionale. Oggi abbiamo questo dato ma, tutto ciò, è stato impostato più di 20 anni fa.

Il sostegno ai coltivatori diretti locali si sostanzia anche in un canone di affitto agevolato pari ad un terzo di quello di mercato

Una parte dei terreni è gestita direttamente dal Consorzio con finalità marcatamente sociali. L'utile ci interessa relativamente, quel che importa è farsi carico di situazioni di disagio e difficoltà che ci sono nella Comunità, per cui la parte che gestiamo direttamente in economia ci consente di essere attrezzati come un’azienda agricola privata e di avere un’autonomia gestionale ed economica non indifferente, come ha evidenziato Paolo. 

Una parte è affittata a canone agevolato ad un'azienda florovivaistica di Ferrara, un elemento imprenditoriale esterno alla Comunità mentre i coltivatori diretti e il personale che lavora sono tutti interni alla Comunità; però, questa azienda esterna, nella conduzione dei fondi della Comunità ha vincoli contrattuali, in particolare deve garantire lavoro alla popolazione. Questo è un movimento economico che produce reddito alla Comunità, salario e previdenza perché non c'è lavoro irregolare; è un motore economico che consente alla Comunità di sopravvivere e anche di crescere.

Il passaggio successivo è il reddito che produce investimenti, consumi e risparmi; questo significa che tutti traggono un beneficio, diretto o indiretto, dalle dinamiche economiche del Consorzio.

Questo sistema ha prodotto crescita economica culturale e sociale. Questo è il primo assetto (a 3 pilastri) impostato fino ai primi anni del 2000, e comunque avviato dopo il 1994 (1994 -2000).

Dai primi anni 2000, come amministratori  abbiamo cercato di guardare avanti; ci siamo posti il tema della coesione e abbiamo deciso che una parte degli avanzi di bilancio deve essere destinata alla comunità nel suo insieme, abbiamo messo in moto in meccanismo per cui una parte degli utili di gestione viene ribaltata e spesa sulla Comunità. Alcuni esempi sono le vacanze estive per i bambini della comunità, sosteniamo la squadra di calcio locale, sosteniamo la locale scuola materna, momenti di aggregazione e altre attività di rilevanza sociale. Questa è un’attività poco conosciuta, perché non siamo gente che va sui giornali; ci sono azioni positive che facciamo in silenzio e che preferiamo non divulgare, perché non è importante far rumore per esserci. Tutto ciò ci trasforma in coesione sociale. Importante è la leadership, perché il Consorzio da elemento propulsore di fattori economici, diventa anche elemento di stabilizzazione del sistema. Ad ogni campagna elettorale salta fuori la proposta di affittare i terreni a 2.000 euro all'ettaro che è il loro valore di mercato; potrebbe essere un introito interessante ma, nella conduzione dei fondi, togliendo l’obbligo di coltivazioni ad elevato impiego di mano d’opera chi gestisce e paga un canone di mercato, fa quello che vuole perché ci si sposta in una logica di mercato dove la Comunità non è più un valore. 

I valori di riferimento :

la Comunità è al centro (e non gli interessi del singolo) il che comporta dire dei no perché l'interesse del singolo, la spinta verso la ricerca del privilegio individuale porta verso direzioni non sostenibili nel medio e lungo periodo dalla comunità; senso e visione di Comunità, responsabilità intergenerazionale; il lavoro è al centro della nostra azione; sostenibilità delle azioni e degli interventi; soprattutto fiducia e verità sono due elementi fondamentali. Nei rapporti economici se non ci sono fiducia e verità salta tutto. Siamo immersi in un sistema generale dove facciamo i contratti per non ingannarci. Sobrietà, rimaniamo semplici, tutti.

Gli amministratori realizzano un monitoraggio costante della Comunità: non abbiamo mai avuto un'annata solare uguale alla precedente, ogni anno ci sono problemi nuovi. E’ per quello che serve continua dedizione c'è una Comunità e dietro a quella Comunità c'è un bene che la sostiene.

Ancora alcuni numeri: le torri rosse dell'istogramma allegato rappresentano gli anni prima e il 1994. Alle elezioni del 1994 la Comunità è ad un bivio tra rassegnazione al declino o cambio di impostazione e rilancio: le elezioni del Consiglio fanno registrare un sostanziale cambio generazionale degli eletti, ci siamo guardati in faccia e abbiamo cercato di tirar fuori le migliori energie, c'è stato un cambio elettorale ed è cambiata la logica. Prima c'era la logica di non preoccuparsi della spesa, confidando che qualcuno poi avrebbe pagato e sono successe cose che hanno danneggiato il Consorzio.

Con gli avanzi di bilancio si fanno anche investimenti: gli importi sono molto altalenanti perché legati al bilancio e all'andamento delle coltivazioni agrarie tant'è che tutte le fatture, le spese, le decisioni più importanti sono collocate nella seconda parte dell'anno, cioè quando si sa quanto raccolto è stato fatto.

Il grafico allegato mostra gli investimenti in campo sociale dal 2000; siamo a una media di 20.000 euro/anno.

Gli investimenti per la ricerca sono necessari per chi assume una responsabilità intergenerazionale, perché deve anche saper guardare avanti e cercare di tirar fuori gli aspetti positivi della Comunità, mettendo da parte e superando quelli negativi.

Abbiamo investito molto in ricerca, in particolare con il Dipartimento di Chimica degli alimenti di Ferrara e con l'Università di Ancona per quel che riguarda ambiente e paesaggio. Vogliamo creare valore aggiunto per questo territorio e queste popolazioni. Abbiamo scoperto che i nostri agricoltori storicamente e negli anni hanno selezionato una qualità di radicchio che abbiamo solo noi; è geneticamente diverso e tracciabile. E’ importante se colleghiamo questo fatto, questo seme che abbiamo solo noi al riconoscimento identitario di quest'area da parte dell'Europa.

Per il futuro abbiamo la necessità di fare sintesi, una necessità che ha anche la provincia Ferrara. Noi ci muoveremo seguendo un modello sociale ed economico virtuoso e abbiamo intenzione di utilizzarlo come fattore di moltiplicazione.

Quando dico sintesi e coordinamento  intendo dire che gli stessi elementi producono risultati diversi a seconda che siano o meno coordinati e sintetizzati. Se sono sparsi non significano nulla e producono un sistema frammentato fragile e marginale; se sono sintetizzati e coordinati producono un sistema coeso e riconoscibile. Oggi viviamo in un tempo in cui tutti gli elementi sono sparsi.

Rileviamo che abbiamo un paesaggio agrario fortemente identitario, quindi creato dall'uomo; abbiamo prodotti locali di qualità e di sostenibilità certificata tant'è che l'analisi delle nostre acque dimostrano che quelle che escono dai nostri campi sono più pulite di quelle che vi entrano.

Sono dati scientifici che abbiamo grazie al fatto che i nostri 350 ettari sono un corpo unico, per cui è unica la linea di carico dell’acqua come è unica quella di scarico.

Abbiamo un paesaggio agrario identitario, possiamo avere prodotti di qualità certificata, abbiamo un modello sociale ed economico, abbiamo depositato e registrato un marchio “Terre Pomposiane”

L’attuazione dell’Art 1 della Convenzione Europea del Paesaggio poggia sulle nostre chance, le nostre terre di sabbia, i dossi e le dune, sul Delta Antico e sull'abbazia benedettina di Pomposa; è quello che abbiamo proposto coerentemente con una delle caratteristiche del premio europeo del paesaggio. 

Ci hanno chiesto di dire che cosa facciamo e glielo abbiamo detto, ci hanno chiesto l'implementazione e come possiamo essere di esempio, di modello per altri. 

Queste le tre caratteristiche richieste: cosa fate, come lo fate, come potete essere di esempio per altri in Italia e in Europa.

Noi abbiamo impostato un ragionamento che prevede, il cambio dello scenario anche estetico della maglia poderale del Consorzio, oltre che di tipologia produttiva.

Il passaggio successivo prevede che, attraverso un “ Contratto di Paesaggio “ la nostra forma di gestione ed i valori ivi sottesi vengano presi a riferimento anche da parte dei nostri coltivatori. Abbiamo selezionato 20 delle migliori aziende agricole della Provincia di Ferrara, tutte certificate Global G.A.P. o Vision.

Sono aziende interne al Consorzio, sono nostri consorziati che hanno un beneficio ad essere nel Consorzio perché pagano i terreni un terzo del costo di mercato. 

Ma questi 20 agricoltori hanno anche loro terreni di proprietà fuori dal Consorzio, centinaia di ettari. Uno dei problemi che abbiamo dovuto fronteggiare e gestire in questi anni è stato il passaggio da una media poderale di 15 ettari a 100 ettari; oggi l'azienda più piccola lavora 70-80 ettari.

Quindi una politica virtuosa impostata all'interno dell'amministrazione del Consorzio, che è un elemento stabilizzante ci consente, attraverso la condivisione dei valori e dei processi di cambiare lo scenario estetico e sociale del Delta del Po; da qui il nome “Contratto di paesaggio”. 

Questo è il nostro logo , marchio privato dei prodotti agricoli e agrituristici, con i simboli del nostro territorio, la nostra storia e la nostra visione.

Il mondo agricolo molte volte è lento, resistente al cambiamento, quindi le scelte e le decisioni devono essere presentate con cautela, è per questo che noi, come Ente, stiamo testando il valore di alcune produzioni locali per cercare di stimolare e favorire la nascita di qualche piccola azienda o qualche startup.

Questo è il premio nazionale del paesaggio, quindi non parliamo di soldi, non parliamo di benefit, ma di un riconoscimento, una targa, una pergamena.

Questa la motivazione:

“Per la riaffermazione dei valori delle proprietà collettive e della “cura della terra” fortemente perseguita dal Consorzio nella gestione di un territorio difficile nel delta del Po, con i suoi confini mutevoli tra terre ciclicamente emerse e sommerse, dimostrazione esemplare di come i valori sociali e culturali espressi dal e nel paesaggio siano presupposto per l’attuazione di programmi di sviluppo sostenibile a beneficio della comunità locale, in grado di contrastare i fenomeni di abbandono e degrado, salvaguardare l’identità dei luoghi tramandata dalla storia e promuovere modelli operativi fondati su principi etici di solidarietà”.

Abbiamo intenzione di investire in maniera importante nella nostra scuola materna che già da anni sosteniamo. Abbiamo deciso di investire in maniera significativa, ma proprio perché abbiamo una responsabilità e siamo attenti al tema del paesaggio realizzeremo le strutture con materiali tipici di queste zone, come si faceva negli anni 30, 40 e 50. Recupereremo la canna, gli scarti del riso, della paglia.

Fino a qualche giorno fa rappresentavamo l'Italia al Premio Europeo del Paesaggio del Consiglio di Europa; dal 16 ottobre siamo in una posizione leggermente differente.

Questa è la notifica che è arrivata da Strasburgo, dal Consiglio dei 48 stati, all’Ambasciatore Italiano che comunica che il premio europeo del paesaggio è stato conferito alla Svizzera – Cantone di Ginevra, per il progetto di “Rinaturalizzazione del corso d'acqua del fiume Aire”.

Prosegue informando che è stata conferita menzione speciale identica al premio europeo al progetto “Tra terra e acqua, un altro modo di possedere" del Consorzio Uomini di Massenzatica.

La lettera prosegue esprimendo le sentite congratulazioni al Consorzio Uomini di Massenzatica e all'Italia per questo successo e un particolare ringraziamento al Ministero dei Beni Culturali per la selezione nazionale effettuata. 

Quindi abbiamo valorizzato anche il sistema di selezione italiano 

Inoltre "Tra terra e acque, un altro modo di possedere” è ora riconosciuto dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa come parte integrante dell’ Alleanza del Consiglio d’Europa del Premio del Paesaggio" perché chi arriva a quel livello diventa un testimonial locale e internazionale.

Infine nel 2020 verrà organizzato un forum delle selezioni nazionali che ha lo scopo di presentare i risultati e farli conoscere come riferimenti chiave per l'effettuazione della Convenzione europea del Paesaggio e fonte di ispirazione per i Governi a livello internazionale. E noi ne facciamo parte.

<Guarda le slide dell'intervento>

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