L'impatto sull'ambiente del settore funebre

L’Ing. Daniele Fogli di EuroAct interviene sul dibattito in corso che riguarda il tema delle bare ecosostenibili. Pubblichiamo le sue osservazioni:

Concordo sulla necessità che le bare siano di materiali eco sostenibili, ma il legno è uno di questi materiali (è una classica materia rinnovabile, potendo ripiantare gli alberi), tra l'altro uno dei migliori attualmente conosciuti per la sepoltura in terra e per la cremazione. In caso di tumulazione, viste le caratteristiche della tumulazione stagna, di fatto le bare alla fine finiscono in gran parte ancora cremate e sempre più raramente in terra.

Concordo sulla necessità di cambiare le norme, ma in senso un po’ diverso.

Basta applicare in Italia gli standards UNI in materia di bare. Si tratta di:

” UNI 11519 "Cofani funebri – Casse di legno – Cofani non-CSP – Metodi di prova e criteri di verifica per l'idoneità all’impiego"

” UNI 11520 "Cofani funebri – Casse di legno – Terminologia, componenti, tipologie costruttive, requisiti, etichettatura".

A mio parere, è possibile usare legno massiccio (non composito perché ha rilevanti problemi nella inumazione e nella cremazione, visto che si usano dei collanti per tenere insieme questi conglomerati), ma di spessore ben più ridotto (sia per necessità di sostentamento del corpo, sia perché si potrebbe lavorare il legno partendo da spessori commerciali, riducendo lo sfrido e quindi la materia prima che si getta).

Fondamentale è il contenimento della quantità di vernice usata sulle bare (che dovrebbe essere inferiore a 1 Kg. per bara, finita).

Interessante potrebbe essere senz'altro l'uso di essenze lignee adatte alla tipologia di sepoltura scelta o alla cremazione (ad esempio, in Portogallo le norme tecniche ne tengono conto).

Tra le previsioni delle norme UNI c'è anche la possibilità di uso di materiali alternativi al legno massiccio, ma che abbiano caratteristiche (ai fini dell'uso) almeno pari a quelle del legno.

Tutte queste possibilità sono già all'interno di queste norme tecniche UNI, ma non sono ancora state recepite dal Governo italiano.

E io auspico che diventino presto obbligatorie.

In merito al dibattito sui temi ambientali, occorre peraltro precisare che:

Normalmente .... si muore 1 sola volta.

Una bara significa un utilizzo in Italia di circa 0,175 mc. di legno, cioè in peso circa 90 Kg. di legni vari (per lo più non particolarmente pregiati) a bara, compreso lo sfrido.

Considerando 600.000 morti annui in Italia si ha un consumo di 54.000 tonnellate di legni vari per costruire bare (poi parte significativa, almeno il 30%, della costruzione è in altri Paesi).

Basti pensare a quanti Kg. di pellet si usano per scaldarsi con una stufa a pellet (in genere 15 Kg. per 12 ore di riscaldamento), che si ridimensiona di molto l'allarme per l'ambiente derivante dalle bare in legno.

Stiamo parlando di diversi milioni di tonnellate annue solo in pellet (poco meno di 4, se ben ricordo) in Italia.

In pratica una persona con stufa a pellet consuma in meno di una settimana il doppio di legno che serve per costruire una bara.

Che ovviamente si usa una sola volta ... nella vita.

Mentre il riscaldamento lo si usa per qualche mese ogni anno.

Evito di addentrami sulla CO2 e le polveri prodotte in ogni cremazione.

Di certo so che la bara di cartone o di materiali compositi ha un comportamento diverso in caso di cremazione quanto ad emissioni, ma ciò che si migliora da una parte lo si peggiora dall'altra (ad es. sulle polveri risultanti).

Insomma, ridimensionerei l'effettivo impatto ambientale e se proprio vogliamo fare qualche cosa di utile: basta piantare almeno 1 albero in memoria di ciascun defunto!

Quel che serve per cremarlo o seppellirlo, lo rinnoviamo in un tempo inferiore alla vita di un altro individuo.

Per ulteriori approfondimenti:

https://www.funerali.org/cremazione/musica-maestro-6343.html

https://www.helpconsumatori.it/ambiente/bare-ecosostenibili-assocofani-federlegno-ci-scrive-informazioni-inesatte-nella-petizione/

(l'immagine è tratta da: http://www.cittadarte.emilia-romagna.it/wlm/edizione-2013)

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