Turismo fluviale e ambientale.

Sintesi intervento al convegno Cds di Comacchio del 24 0ttobre 2019

L’ANNUARIO CDS PER IL 2019 si è occupato di turismo sotto diversi aspetti, ma io più che parlarvi del 2019, stasera volevo anticipare un tema che tratteremo nell’annuario del 2020 e cioè quello del turismo fluviale e di altre forme di turismo che possono rappresentare un’opportunità importante per il Delta del Po ma anche per tutto il territorio ferrarese;

È già iniziato da tempo anche qui a Comacchio e sulla costa il dibattito, anche sulla stampa, sull’andamento della stagione turistica appena conclusa (con qualche preoccupazione in più rispetto agli ultimi anni, visto i primi dati sulle presenze che stanno circolando);

· Proprio in funzione di questo la riflessione da fare sull’andamento dell’economia turistica dovrebbe essere quest’anno un po' più profonda in modo da cogliere meglio i punti di forza e le criticità del settore, perché è vero che da parecchi anni il turismo gode di una crescita pressochè ininterrotta a livello mondiale (almeno il 3-4% all’anno) (siamo a 1,4 miliardi di arrivi nel 2018 – erano 450 milioni nei primi anni ’90 – con 9.000 miliardi di valore e 320 milioni di posti di lavoro);

ma è anche vero che sul mercato turistico mondiale si affacciano sempre nuovi Paesi e con proposte di vacanza interessanti, nuove e diversificate;

· E per i Paesi come l’Italia (e destinazioni come quelle dell’Emilia Romagna) con tradizioni turistiche importanti e consolidate non è sempre facile crescere rispetto ai numeri attuali (considerate le grandi potenzialità ma anche i nostri problemi);

Per cercare di capire come migliorare le attuali performance del turismo e migliorare l’offerta anche sul nostro territorio gli aspetti da valutare sono principalmente tre:

· valutare meglio come è cambiata la domanda;

· puntare (anche) su nuovi prodotti turistici (o rilanciarli…. se ancora poco conosciuti);

· migliorare l’offerta e alcuni fattori strategici;

Comacchio e il Delta del Po, con il loro patrimonio ambientale/naturale unico (ma anche storico-culturale) sono potenzialmente in grado di soddisfare questa nuova domanda turistica e sono in grado di competere con le altre destinazioni turistiche, anche più blasonate;

Per fare ciò, oltre a dedicare la dovuta attenzione al turismo balneare, che resta il core-business di questa destinazione, occorre puntare maggiormente anche su altri prodotti turistici con forti potenzialità di sviluppo (o rilanciarli), come ad esempio quelli fluviale e ambientale, in tutte le loro specificità (in una logica ovviamente anche di integrazione e non certo di contrapposizione tra le varie forme turistiche);

E noi dobbiamo puntare su un turismo fluviale che oltre alla navigazione (sulla quale ci sono problemi e carenze infrastrutturali che comunque devono essere risolti e punti su tutte le eccellenze del nostro territorio come: natura, arte, cultura, enogastronomia, cicloturismo, eventi, ecc.

Per il nostro territorio il turismo fluviale e ambientale rappresentano un’opportunità importante: occorre farne una priorità regionale e nazionale.

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